Tivoli
L'isolato medievale
«Il processo di trasformazione urbanistica dell'isolato iscritto tra via del Duomo,
vicolo dei Ferri, piazza del Comune, ove si trova la chiesa di S. Stefano in Tivoli, non
consente oggi una lettura chiara e definita dell'impianto medioevale.»
Il lotto
«Da una parte vi è tuttora vicolo dei Ferri, fronteggiante la facciata principale;
nella parte opposta, dietro l'abside, non vi erano costruzioni, anche per la
sensibile differenza di quota del terreno; la parte di destra era fiancheggiata da
un vicolo, dal cimitero e da un orto, mentre la parte di sinistra che attualmente è
intasata da costruzioni, doveva essere libera fino alla importante strada di
collegamento urbano di via del Duomo.»
G. U. Petrocchi, 1993, p. 49
L'ingresso
«Forse la parte più importante non doveva essere quella della facciata principale,
ma quella laterale sinistra. Infatti l'ingresso alla chiesa avviene da vicolo dei
Ferri, via stretta e che non presenta slarghi di ampiezza tale da assurgere a
piazza.»
G. U. Petrocchi, 1993, p. 51
Le mura
«La costruzione ha per fondamento infatti uno dei muri "ciclopici" o "serviani"
che furono utilizzati per la costruzione delle terrazze del clivio tiburtino.»
La chiesa sorge «entro la cinta muraria di età sillana (80 a.C.), posta nella parte
alta del nucleo medievale, ricadente nella contrada S. Paolo». L'opus quadratum
presente nella chiesa è stato fatto oggetto di studio anche da C. G. Giuliani,
Tibur pars prima (Roma, 1970).
G. U. Petrocchi, 1993, p. 53 e nota 2
Il contesto
Il foro
La Mensa Ponderaria
«La Mensa Ponderaria, o pesa pubblica, era situata nel foro della città di Tibur.
L'edificio, probabilmente di età augustea, fu rinvenuto casualmente nel 1883.» Due
mensae in marmo con cavità concave alloggiavano i pesi ufficiali. Piazza del Duomo 4.
Comune di Tivoli
La giustizia
Il giudice sediale
«Addossata ai beni della chiesa, in un angolo rientrante, dietro l'abside, sulla
piazza del Comune e di fronte alla casa comunale era una mensa lapidea dove il giudice
sediale amministrava all'aperto la giustizia.» Il toponimo, per Pecchi, potrebbe
richiamare i ceppi con cui si serravano i piedi dei prigionieri.
V. Pacifici, 1936, p. 54 · F. Pecchi, 2021
Dopo la chiesa
Le case-torri
«Lungo vicolo dei Ferri dopo la Chiesa di S. Stefano, sulla sinistra scendendo, sono
poste due case-torri»: strutture polifunzionali, «presidi militari», ma anche
«residenze dei cosiddetti miles, titolo onorifico di cittadini-soldati».
V. Pacifici, 2015
Il vicolo nel sistema viario antico e medievale
Le strade nominate
Le fonti consentono di ancorare il vicolo nella toponomia antica: la via del Duomo
corrisponde alla via Formae, la via del Colle alla via S. Valerio (la
via Valeria), la via di Postera al vicus Patricius, e il vicolo della
Scalinata — oggi vicolo dei Marzi — alla via publica cum gradas suas. La
pianta redatta da Mari e Ferruti colloca la zona della cattedrale, e con essa il
nostro isolato, in un impianto di strade nominate.
Z. Mari, F. Ferruti, Atti e Memorie XCVI (2023), fig. 8, p. 30
Il vicolo dei Palatini
All’isolato della chiesa appartiene il Vicolo dei Palatini, «ortogonale
all’attuale vicolo dei Palatini, che nell’impianto medievale aveva una maggiore
importanza di collegamento»: metteva in contatto l’isolato di piazza Palatina —
oggi piazza dell’Erbe, dove stanno il palazzo dell’Arengo, la torre campanaria e la
chiesa di San Michele — con la via del Duomo e con la chiesa di S. Stefano.
G. U. Petrocchi, Atti e Memorie LXVI (1993), pp. 49-50
La contrada S. Paolo
Le contrade di Tivoli sono sancite dallo statuto del 1305: Castroveterre,
San Paolo, Santa Croce, Trevio. È la contrada S. Paolo — l’isola del nucleo
medievale — in cui Petrocchi colloca la chiesa, dentro la cinta muraria di età
sillana. La popolazione della città si aggira «tra i 6.000 e gli 8.000 abitanti»
all’inizio del XVI secolo.
G. U. Petrocchi, Atti e Memorie LXIX (1996), p. 29
Un isolato mai finito
Il vicolo del Giglio
A sessantacinque metri dal Vicolo dei Ferri si apre il Vicolo del Giglio,
che è l’attuale denominazione della piazza Colonna: la piazza che il
Rinascimento tiburtino aveva progettato — insieme a quella nei pressi del Seminario —
come grande piazza monumentale, e che non fu mai completata.
G. U. Petrocchi, Atti e Memorie LXIX (1996), pp. 33-36
Il palazzo Marzi
Lo stesso edificio, il palazzo Marzi, funzionava da nodo dei percorsi: aveva
due accessi distinti, uno dalla piazza Colonna (oggi vicolo del Giglio) e l’altro
«dal vicolo dei Ferri, per mezzo di un sottoportico», convergenti in un unico corpo
scala monumentale.
G. U. Petrocchi, Atti e Memorie LXIX (1996), p. 35
Il Seminario e la collegiata scomparsa
L’attuale vicolo del Seminario fu «edificato in epoca recente, conseguente
all’ampliamento del seicentesco edificio del Seminario», sorto — nel 1647 — sulla
demolizione della collegiata di San Paolo, la contrada in cui il Petrocchi colloca
la chiesa di S. Stefano. Le piante del 1836 dell’isolato di piazza del Seminario
conservano la consistenza del luogo prima delle trasformazioni ottocentesche.
G. U. Petrocchi, Atti e Memorie LXIX (1996), pp. 29, 35
Lo scavo nel vicolo
Una fontana del I secolo a.C.
Negli anni 2018-2023, gli interventi di scavo e restauro programmati dalla
Soprintendenza e le indagini preventive per opere pubbliche e private hanno fatto
emergere, nel Vicolo dei Ferri, una fontana monumentale del I secolo a.C. con
resti della decorazione pittorica e un sepolcreto databile al IX-XIII secolo
annesso alla chiesa di S. Stefano: un complesso che conferma la continuità d’uso
del vicolo fra età antica, medioevo e moderna.
Società Tiburtina di Storia e d’Arte, «Recenti scoperte archeologiche nell’area urbana di Tivoli», 21 novembre 2024
Il piano regolatore che non arrivò mai
Trent’anni di attesa
La documentazione d’archivio conservata nella relazione del commissario prefettizio
Silvio Innocenti (1936) è netta: da oltre trent’anni si discuteva «la necessità di dare
a Tivoli un piano regolatore»; l’amministrazione del 1924 riconosceva «la necessità
indilazionabile di varare una buona volta il piano regolatore»; nel 1930 l’incarico
fu affidato all’ing. Salvati; il 4 febbraio 1933 il Sindacato degli ingegneri protestò
che «siffatti progetti devono essere oggetto di pubblico concorso». Ma il fatto è che
«ciò non è mai avvenuto»: dei progetti affidati non si è mai trovata traccia negli
archivi comunali.
A. Visani, Atti e Memorie LXIX (1996), p. 81
La crescita del borgo
La città passa dagli 8.105 abitanti del 1871 ai 13.396 del 1901 e ai 19.223 del
1931: «l’utilizzazione della energia idraulica […] ha permesso il sorgere in Tivoli di
alcune industrie (cartiere, cappellifici, fabbriche di coltelli)». È il contesto che
rende la mancata disciplina urbanistica la chiave di lettura dell’assetto attuale
del vicolo.
R. Almagia, G. Mancini, V. Golzio, V. Pacifici, R. Caggiano, «Tivoli», Enciclopedia Italiana XXXII (1937)
Il contorno: le chiese in un raggio di mezzo chilometro
In un raggio di poco più di mezzo chilometro dal Vicolo dei Ferri si contano, documentati
da fonte, la chiesa di San Michele Arcangelo in Piazza dell’Erbe (già piazza Palatina, XII
secolo, oggi sconsacrata e sede della Sala Roesler Franz), la chiesa di San Pietro alla
Carità (su resti di villa romana, facciata in mattoni, campanile con basamento e primo
piano del XII secolo e due ripiani del Trecento), la cattedrale di San Lorenzo, la chiesa
di San Silvestro in via del Colle — che nel XVII secolo fu ridotta da tre a una navata «per
allargare via del Colle da un lato, e la casa parrocchiale dall’altro» —, la chiesa di
Santa Maria Maggiore in piazza Trento (detta anche San Francesco, il cui monastero
benedettino fu trasformato in Villa d’Este nel 1550), la chiesa di San Vincenzo, quella
di Sant’Anna e quella di San Giovanni Evangelista, inglobata nell’omonimo ospedale. Sullo
sfondo si stagliano i quattro templi dell’acropoli: il Tempio di Vesta, il Tempio della
Sibilla, l’Anfiteatro di Bleso e il Santuario di Ercole Vincitore.
Coordinate e indirizzi: OpenStreetMap (ODbL), via Nominatim · schede di monumento:
Wikipedia IT «Tivoli», «Duomo di Tivoli», «Chiesa di San Pietro alla Carità», «Chiesa di
San Silvestro (Tivoli)», «Chiesa di Santa Maria Maggiore (Tivoli)» · Comune di Tivoli,
«Opuscolo percorso del centro storico» (2023). Le distanze sono in linea d’aria e non
misurano percorsi pedonali.